La Storia del Tè

Dalla Cina, all’India, al Giappone sono molte le leggende intorno alla scoperta del tè. Quel che è certo, tuttavia, è che i primi a scoprire questa bevanda e le sue proprietà furono i cinesi più di 5000 anni fa.
Grazie allo stretto contatto tra i monaci buddisti cinesi e giapponesi, il Giappone fu il primo paese al di fuori della Cina ad adottare il tè come bevanda, usata inizialmente durante la meditazione.
In Europa il tè arrivò all’inizio del XVII secolo e si diffuse soprattutto grazie alle sue proprietà terapeutiche. I primi paesi importatori furono l’Olanda e il Portogallo grazie ai floridi rapporti commerciali con il lontano Oriente, ma fu l’Inghilterra in particolare a occupare una posizione di avanguardia nella nuova moda di bere il tè.
Infatti, grazie al matrimonio di Re Carlo II d’Inghilterra con la Principessa portoghese Caterina di Braganza, il tè divenne la bevanda preferita a corte e ben presto si diffuse prima tra le classi borghesi poi tra il resto della popolazione.
In principio l’Inghilterra importava il tè dalla Cina, ma in seguito alla guerra dell’Oppio, che incrinò i rapporti commerciali tra i due Paesi, gli inglesi furono costretti a cercare nuove vie per soddisfare la grande richiesta di questa bevanda.
Una fortuita scoperta della pianta del tè, la Camellia Sinensis, in India consentì alle colonie britanniche di diventare nel giro di pochi anni le maggiori produttori di tè del mondo. Con la sempre crescente domanda, ben presto furono impiantate coltivazioni anche in Sri Lanka e all’inizio del xx secolo in Africa.
Oggi si contano più di 40 paesi produttori di una straordinaria varietà di tè bianchi, verdi, neri e oolong.





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